Oggi mi hanno chiamato signora (e sono così triste che non riesco a pensare a un titolo più carino)

Salve amici e salve anche voi, nemici (maledetti, andate via dal mio blog!)

Stamattina mi è successa una cosa molto brutta e voglio condividerla con voi.
Ero in farmacia a comprare uno sciroppo per la tosse e, non so come sia potuto accadere, al momento di pagare la farmacista mi ha chiamato “signora”.
A prescindere dal fatto che “stronza” sarebbe stato meglio, mi chiedo cosa abbia fatto di male per essermi meritata un simile affronto.
Avrei voluto fermarmi, guardarla negli occhi e chiederle che cosa ne sa di me, miei sogni, delle mie speranze, di tutte le notti passate ad aspettare l’alba e di tutti i giorni passati a dormire dopo essermi ubriacata fino a vedere gli unicorni (e ciò a dimostrazione che ho un cuore puro), dei pomeriggi passati sulla spiaggia bere discutibili cocktail al tramonti e delle feste di laurea in cui si perdere le ultime briciole di dignità.
Avrei voluto urlar a quella farmacista “Tu non hai capito niente di me!” come fanno gli attori nei film di Muccino e poi andarmene senza pagare (prendendo comunque lo sciroppo).
Ma non l’ho fatto. Ho trattenuto le lacrime e ho fatto finta di niente, come molte volte succede nella vita.

Adesso ho solo voglia di fare qualcosa per dimostrare a me stessa che quella donna si sbagliava.
Quindi berrò il mio decotto alle mele e guarderò la vita in diretta. Ma lo farò a luci spente, con un plaid sulle gambe, e con gli occhi socchiusi mentre tramo vendetta.

Sono talmente depressa che non riesco nemmeno a scegliere l’immagine giusta per questo post.
Quindi fate voi, lavorate di fantasia e immaginate qualcosa, una banana, una scimmia assassina.
Fate un po’ come vi pare, io mi ritiro nelle mie stanze.

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7 pensieri su “Oggi mi hanno chiamato signora (e sono così triste che non riesco a pensare a un titolo più carino)

  1. Ogni tanto capita anche a me – da anni! -, specie con le piccole bestiole malefiche che la gente si ostina a chiamare bambini: Santi Numi, se è sconcertante! Ci ripenso spesso nelle mie mondanissime serate, passate piluccare una mela cotta o a bere la tisana della sera…

  2. L’ultima volta mi è capitata inviando una mail a un editore per sapere se permetteva di fare stage. Ho ricevuto la seguente risposta: “Ci dispiace, SIGNORA, ma abbiamo già degli stagisti che ci impediscono di prenderne altri”. Brivido. Oltretutto, detto così sembra che gli stagisti tengano in ostaggio l’editore…

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