Le strane dinamiche del saluto.

Le strane dinamiche del saluto sono quei meccanismi contorti e inspiegabili che scattano nelle nostre menti (e si concretizzano nei nostri immediati atti) quando incontriamo una persona e dobbiamo salutarla.
Il fatto è che ad ogni tipologia di persona che si incontra corrisponde una diversa dinamica del saluto e quindi – di conseguenza – anche un diverso saluto.

Scritto in parole più semplici: i saluti che porgiamo a chi incontriamo non sono tutti uguali, sono diversi, e dipendono da noi e dai soggetti da salutare.

il perché dei suddetti meccanismi e delle relative seghe mentali mi è ignoto, tuttavia il primo passo per uscire da questo tunnel di incartamenti cerebrali è riconoscere l’esistenza del problema, il secondo passo analizzarlo e l’ultimo passo consisterebbe nel superare il problema stesso, ma già vi anticipo che ciò -nel nostro caso- sarà impossibile. (Quindi se speravate di essere incappati in un articolo di auto-aiuto del tipo “supera le tue paure, riacquista autostima, realizza i tuoi sogni e saluta il mondo con un sorriso” avete sbagliato sede. Però vi ordino solennemente di continuare a leggere fino alla fine questo post.)

[Vedi anche Persone che non salutano]

Ecco a voi alcune delle più comuni circostanze e rispettive reazioni legate a quella fantastica pratica che è il salutare la gente che conosciamo.

1)L’amico:
cominciamo con qualcosa di facile. A meno che non siate degli psicopatici/complessati/terroristi in incognito/timidi patologici/muti il saluto ad un amico risulta essere qualcosa di spontaneo e molto facile da fare. Non ci sono esitazioni né pensieri del tipo “lo saluto-non lo saluto?”, di solito va tutto liscio e nel migliore dei casi si finisce per andare a prendere un caffè insieme.

2)Parenti stretti:
anche qui siamo in una zona abbastanza tranquilla. Un parente è facile da salutare. Il saluto sarà veloce, rapido, indolore e seguito da un “tutto bene?” di circostanza. Non dovrebbero sorgere problemi, sempre che non stiate facendo qualcosa di molto losco tipo comprare droga, assumere droga, spacciare droga, nascondere il cadavere di qualcuno, adescare un minorenne, comprare 50 sfumature di grigio.

3)Parenti non troppo stretti:
qui comincia a sorgere qualche piccola esitazione e, durante tutto il tragitto che ci separa da questa persona (immaginiamo l’incontro avvenga per strada)  comincia ad insinuarsi dentro di noi la domanda scomoda ed assillante di cui sopra “lo saluto-non lo saluto?”. L’esitazione è giustificata da diversi interrogativi, per esempio dal fatto che non sappiamo se il nostro zio novantenne di quarto grado si ricorderà ancora di noi dopo l’ultima volta che ci ha visto e cioè circa dieci anni fa. In questi casi consiglio di salutare, mal che vada la persona in questione fatti una trentina di passi si sarà già dimenticato di noi.

4)Persone che si salutano solo in determinati luoghi:
situazione complicata ed ardua da affrontare. Esistono persone che salutiamo solo in alcuni luoghi e occasioni tipo feste, incontri di famiglia, riunioni di condominio, ma quando le incontriamo in contesti quotidiani facciamo finta di non conoscerle e così loro fanno con noi. Perché?
Non si sa.
Ad essere sincera mi succede con un paio di persone ed è piuttosto divertente quindi va bene così.

5)Persone che si salutano a giorni alterni:
l’apoteosi del livello di malattia raggiunto dal cervello umano. Esistono persone (di solito conoscenti che incontriamo raramente) che non salutiamo sempre, ma solo quando ne abbiamo voglia a seconda dell’ispirazione del momento, scegliendo o di omaggiarle con un nostro cenno oppure di ignorarle come se nulla fosse concentrandoci sulla vetrina del negozio alla nostra destra che disgraziatamente è chiusa con la serranda ma poco importa; ciò che conta con queste persone è farsi guidare dal nostro personalissimo estro.  La cosa non è semplice e comporta grande impegno e concentrazione.
Immaginando un incontro per strada, abbiamo a disposizione solo pochi preziosi secondi per capire come assecondare la nostra predisposizione sentimentale-emotiva momentanea.
Molte volte può capitare che questa empatia con il nostro stesso io non riesca, per cui capita -ad esempio- di non salutare chi invece, in realtà, vorremo salutare o viceversa. Questo perché non siamo stati abbastanza pronti ad interpretare il nostro estro e ciò può provocare un profondo senso di vuoto interiore. Ma dura poco.

6)Persone che per partito preso non si salutano:
questo è un tacito accordo tra noi e quella persona che nonostante conosciamo scegliamo di non salutare mai. Quella persona lo sa e sembra che la cosa stia bene anche a lei. Per fondare questo patto c’è bisogno di estrema coordinazione e di un perfetto feeling da entrambe le parti. Non si deve MAI cedere alle tentazione di salutare perché fatto una volta si cadrà inevitabilmente nel caos, e si darà vita ad una situazione incontrollabile che sfocerà inevitabilmente nei punti 4) o 5)  che sono i più difficili da gestire.

Per il momento queste sono le seghe mentali e le relative tipologie di saluto più rilevanti che mi sono venute in mente e, come faccio sempre in questi casi, vi invito fortemente a commentare e nel caso aggiungere altre soluzioni. Ricordate che stiamo svolgendo un servizio utile a tutta l’umanità!

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61 pensieri su “Le strane dinamiche del saluto.

  1. Ahahahah!
    Il punto 6 è bellissimo, soprattutto il caos che si genera se uno dei due saluta, anche inconsciamente!

    Io di mio appena vedo gente che non voglio salutare, ma con la quale non ho il tacito accordo, mi fiondo a cercare il telefono e chiamo la Tre, così mentre ascolto quanto credito ho rispondendo “Ehi sì! Ciao! Tutto bene!”, gesticolo un ciao veloce.
    Una donna che va sempre di fretta, penseranno.
    Sticazzi, penso io.

    • questa tecnica la uso pure io!!! però la uso per non essere fermata dai tizi molesti che distribuiscono strani volantini fuori all’università. però, aspetta,non che sia sociopatica al punto di evitare di prendere persino innocenti volantini: lo faccio perché questi ambigui individui con la scusa dei volantini ti fermano e poi vogliono o dei soldi o il tuo numero di telefono o importunarti in vario modo.
      Io però ho la wind!

  2. Il 5 è quello che nella mia vita mi fa più ridere. Lo supero solo quando sono brilla, la parlantina aiuta molto, elimina tutte le seghe mentali, assomiglio a una figlia dei fiori in pace con il mondo. Poi il giorno dopo torno ad incarnare la pippa mentale e solo se la giornata mi è andata bene fino a quel momento saluto, altrimenti buonanotte. Ogni volta mi dico quanto sono ridicole le cose che faccio ;-)

  3. davvero forte questo post e mi piace anche lo stile con cui l’hai scritto, sempre ironico e leggero, ti invidio!
    Ad ogni modo penso che il punto 5 sia davvero il più imbarazzante e come ha scritto ilmondourladietrolaporta penso dipenda molto dalla predisposizione che si ha o meno quel giorno verso il mondo.
    Personalmente non ho tanto timore del saluto in sé quanto di quelle assurde, kafkiane conversazioni che spesso e volentieri escono fuori da quei saluti che tu sei lì, fino all’ultimo, a chiederti se vadano pronunciati o meno.
    Ecco quelli sono discorsi profondamente imbarazzanti, profondamente dettati da convenzioni che mandi volentieri a quel paese, che ti mettono sempre nella condizioni di odiarti per quanto sai risultare banale e superficiale in certe situazioni. Conversazioni che non vedi l’ora che finiscano e che tiri un respiro di sollievo al termine, dopo aver sputato quelle 3-4 considerazioni che tutti gli esseri del mondo avrebbero potuto fare nella tua stessa posizione.
    Un’altra cosa che ritengo molto interessante è l’evoluzione del saluto in accordo con la crescita. Quando ero piccolo e avevo tanti pensieri idioti in testa odiavo le convenzioni e non mi capacitavo del perché dovessi salutare le persone per un semplice motivo di cortesia. Sappiamo tutti come si è pedanti e rompiballe quando si è adolescenti. Oggi invece provo una sorta di goduria a mostrarmi cortese e rispettoso verso e soprattutto quelle persone con la quale ho rapporti di “buongiorno e buonasera”.

    • oh! grazie per i complimenti iniziali!
      Che dire, il punto 5 è decisamente imbarazzante (anche se il punto sei non scherza!) …riguardo le conversazioni kafkiane-dadaiste-parole in libertà ….penso che siano un’altra di quelle cose inspiegabili della vita. Entrambi gli interlocutori preferirebbero darsi fuoco piuttosto che continuare a scambiarsi ciance, ma nessuno ha il coraggio di tagliar corto…le convenzioni sociali sono una brutta, brutta cosa… Anche io, oggi più che in passato, mi sento alquanto realizzata quando saluto qualcuno..soprattutto se non se lo aspetta, non so se mi spiego… Comunque devo ammettere che per tutto il tragitto che mi separa da qualcuno da salutare (soprattutto se questo non è né un amico né un parente) me ne faccio di trip….

  4. Vogliamo parlare del saluto agli amici dei nostri amici?? Magari ci hanno presentati una volta secoli fa… E poi quando li incroci per strada. Ci si guarda a vicenda imbarazzati.. Ma alla fine nessuno dei due saluterà mai.

  5. Mi hai fatta scompisciare dalle risate :’)
    Comunque avrei una mezza idea per un altro punto, dettata dalla mia altissima abilità di crearmi paranoie.
    7) Persone che ti salutano più che altro per prenderti per i fondelli e tu non vorresti salutare. E qui sorge il problema: ricambio il saluto come se nulla fosse (l’altro si metterà a ridere senza motivo e mi sentirò assai cretina) o faccio finta di niente così, nel caso che non ci fosse intenzione di presa per il culo da parte dell’altro, passo per maleducata?
    Ciao :)

      • Intendevo dire che ci sono persone con cui non sono mai andata d’accordo che quando mi incontrano mi salutano con esagerata gioia come se fossimo amiche per la pelle e io mi sento, per l’appunto, presa per il culo e.e

  6. Dirigenti:
    cioè “illustri direttori di Asl, cooperative e compagnia varia” che ti salutano scambiandoti per un utente e invece lavori per loro, e quano li incontri per la centesima volta loro salutano alla “regina elisabetta” e tu tra i denti li mandi a quel paese!

  7. io sono negato per i saluti. Più volte sono rimasto con la mano alzata e il sorriso ebete stampato in faccia mentre l’altro mi ignorava beatamente e/o faceva finta di non avermi visto… credo che in una situazione così farmi una fotografia per cogliere l’istante sarebbe un delitto…

    • sarebbe davvero un delitto lo credo anche io!..credo che a tutti sia capitata una cosa del genere almeno una volta nella vita! …anzi forse è proprio questo il trauma recondito da cui derivano le tante (troppe!) seghe mentali che ci fanno essere così inceppati nelle dinamiche del saluto!

  8. Onestamente non mi sono mai posto il problema, ammesso che riconosca qualcuno per strada (perché quando sono a piedi potrebbe passarmi accanto Freddy Krueger che insegue la sua vittima e non me ne accorgerei) ed elabori il fatto che conosco il soggetto, mi limito ad un ciao o ad un più formale “salve” (molto idiota, lo ammetto) dipende dalla prontezza mentale del momento, alle volte mi è capitato di uscire il sabato sera e dire “buongiorno” ad uno che pensavo di conoscere ma che in realtà non avevo mai visto in vita mia…
    Comunque di seghe mentali in merito non me ne sono mai fatte, se riconosco qualcuno lo saluto, basta, se poi lo conoscevo veramente o altro non mi interessa particolarmente, se ti va di risalutarmi, bene, sennò “vai a cagare”…
    Molto semplice XD

  9. nemmeno io ce la faccio a salutare chi proprio non sopporto….e se poi la persona in questione mi ha fatto un torto allora per me è come morta e quindi non c’è il motivo per salutarla!posso far finta che sia un estraneo che non ho mai visto nè conosciuto e questo mi facilita il non salutare chi mi sta antipatico….. il saluto si nega!!!!non si nega solo alle persone a cui tieni o che sono conoscenti che non ti stanno antipatici.

  10. riguardo al punto 6 hai considerato il fatto che la persona in questione un giorno potrebbe trovarsi in compagnia di una persona che invece conosci bene e nel momento dell’inevitabile saluto con quest’ultima scatti la domanda: “Vi conoscete?”. Risultato: sguardi persi, ehmmmm, sì, sì, però non ci salutiamo mai…risata isterica…

    • No non ci avevo mai pensato! ma soprattutto, dopo questa sconveniente presentazione, se un giorno si dovesse incontrare la persona del caso 6 cosa si fa?
      In che caso bisogna ora includerla?

      la tua osservazione mi ha gettato in un mare di incertezze! devo risolvere al più presto la questione!

      ;)

      • Beh, ho visto questa persona ieri, da lontano, e non mi ci sono fiondata davanti per recuperare il tempo perduto, ma se dovessi trovarmi a distanze ravvicinate e/o inevitabili, saluterei. Sono pur sempre una signora. ahaha

  11. Non ho trovato la categoria: “persone che si è costretti a salutare ogni giorno ma con le quali non esiste alcun tipo di rapporto sociale”, tutta gente che si offende o che tende a reputarti un asociale se non arriva il saluto circostanziale (colleghi di lavoro\universitari\persone che vivono nello stesso condominio ecc ecc ecc) °_°

  12. PREMESSA: Io NON so salutare!
    Vado nel panico quando devo salutare i mille parenti del mio fidanzato e gli amici di amici. Il problema non sta tanto nel decidere se salutare o no (mi sembra abbastanza scontato!), ma piuttosto il COME salutarli: c’é chi ti vuole stringere la mano, c’é chi ti stringe la mano e ti bacia, c’é la pacca sulla spalla con l’abbraccio.. il bacio sulla guancia, i due baci sulla guancia, i TRE baci sulla guancia…é un casino assurdo!!! Basta! Puntualmente mi ritrovo a sporgermi verso la guancia di chi voleva tendermi la mano e viceversa, oppure rimango con la bocca a culo di gallina a mezz’aria convinta di un secondo o un terzo bacio in arrivo. Che fallimento! :D

    • ahahahah!! Quanto ti capisco!!
      Io invece sono perennemente immersa nei cavoli miei e non vedo la gente che mi saluta per strada…meno male che quando sono in compagnia il mio ragazzo o i miei amici rimediano alla mia sbadataggine!

  13. c’ un altra dinamica che vorrei porti, il saluto a una persona che ti ha rifiutato in amore ed e’ tuo collega di lavoro,quindi durare proprio fatica a salutarla ovvero proprio a malincuore ma tocca fare il saluto formale di lavoro che io ovviamente non faccio,pero’ lei a volte saluta a volte no…quindi io cosa dovrei fare quando la vedo? io credo che la meglio sarebbe non salutarsi proprio,solo che io lo faccio pero’ lei a volte mette il caos perche mi saluta…tu un po’ mi hai illuminato perche’ o capito che la soluzione sarebbe come la penso io ovvero non salutarsi ma lei a volte saluta e mette il caos…che palle cazzo,fosse per me gli talierei la testa a quella troia! tu come la vedi? ti ringrazio

  14. Tutto perfetto,
    vorrei aggiungere a questo post un’altra tipologia di saluto.
    Chiamiamolo “saluto a senso unico” e cioè non corrisposto dalla contro parte.
    È un tipo di saluto che ho sviluppato io con una persona che reputavo amica ed invece si è rilevata falsa ed infingarda.
    Dopo aver avuto conferma di alcune sue azioni gli ho levato il saluto.
    La cosa che non riesco a capire e’ perché si ostini ancora nel salutarmi, nonostante io lo ignori con perseveranza.
    Io penso, anzi, ne sono quasi convinto, che questa persona si renda conto di aver sbagliato e che in qualche modo cerchi di riavvicinarsi.
    Qualcuno di voi ha dimistichezza sulla conoscenza della gestualità corporea per darmi conferma????
    Grazie a tutti

  15. Pingback: Le strane dinamiche del saluto – Persone che non salutano | Ironiaprimaditutto

  16. Salve a tutti 😊
    Come missionario consiglio di salutare sempre tutti in ogni occasione e chiedere al Signore la saggezza di come affrontare le varie situazioni relative al saluto (ad es. se vai di corsa e ti bloccano per chiacchierare ecc). L’amore per il prossimo comandato dal Signore inizia dal saluto profuso a TUTTI in maniera incondizionata, ovviamente è solo l’inizio …poi prosegue con atti concreti di opere buone. Il Signore vi benedica.

    Missionario Fred Zacaria, cpc
    http://www.fredzacaria.it – Roma

  17. Per non parlare di quelle persone che quando sono da sole e incontri in un vicolo cieco ti salutano mentre appena sono con un amico/a fanno finta che tu non esista. Inoltre quanto è imbarazzante quando ti decidi a salutare una persona in lontananza siccome ti ha visto e subito dopo essa si gira, ti ritrovi con il braccio mezzo alzato e mezzo abbassato e a quel punto inizi a grattarti la schiena per trovare il primo diversivo possibile

  18. Consiglio..voi come vi comportereste con chi anche quando sei tu che saluta per primo sembra che sia muto nel senso che fà un accenno leggerissimo ed impercettibile con la testa come se avesse il busto ortopedico, oppure ancora, mentre risponde al tuo saluto con tono deciso ti dice un “Salve” che solo gli strumenti ultra sofisticati in possesso degli ingegneri del suono riescono a percepire, guarda da tutt’altra parte?

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