L’arte di saper usare i giochi da tavola (e uscirne vivo).

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo giocato a un gioco da tavola.
Ma sono in pochi i fortunati che riescono a raccontarlo.

La verità è che da un bel po’ di tempo non mi dedicavo a tale intrattenimento.
E dopo averci riprovato quest’estate credo anche di ricordare il perché:

perché i giochi da tavola, nonostante si nascondano sotto le spoglie colorate e infantili di simpatiche carte/pedine/tabelloni e caselle, prima o poi finiscono col rivelarsi per quello che sono, ovvero strumenti del demonio nati con il preciso intento di far scoppiare risse in famiglia e tra amici.
Risse che continuano, con ricatti , estorsioni e minacce, anche a gioco finito.

I peggiori sono decisamente i giochi a squadre, i quali mettono non solo una squadra contro l’altra, ma anche i i membri della stessa squadra contro di loro.

simpson

Tipo Taboo.

Per la cronaca è il mio gioco preferito e consiste nel dover fare indovinare alla tua squadra la parola scritta su un cartoncino senza però poter pronunciare altre parole.
Mi spiego: per esempio bisogna fare indovinare la parola erba senza poter dire: verde, prato, mucca ecc..
Per cui se il tuo compagno di squadra cerca di farti indovinare questa parola dicendo “…allora…te la fumi il sabato sera sulle scale di S.Lorenzo” e nella squadra opposta c’è tuo fratello o tua madre, potrebbe sorgere qualche problema.
Altri problemi potrebbero sorgere quando in una squadra si presenta il classico Inceppato, cioè una persona che, vuoi perché è la prima volta che ci gioca, vuoi perché non ha molta dimestichezza in generale con il sapersi esprimere, non riesce a far indovinare alla sua squadra nessuna parola e puntualmente si incazza come un dannato, attribuendo il proprio fallimento nel gioco (e nella lingua italiana tout court) alla poca perspicacia dei suoi compagni.
Ah, dimenticavo di dire che il gioco è a tempo.
Il che non fa altro che aumentare il pathos del giocatore di turno e dei suoi amici.
Succedono cose brutte a chi non sa usare con moderazione questo gioco.
Ho visto coppie rinfacciarsi per mesi il non aver saputo indovinare parole, allarmati da una possibile mancanza di feeling tra i due, e altre cose del genere.

Oppure Monopoly.

Penso che sia inutile spiegarlo perché lo conoscono tutti.
Secondo me è uno dei più cattivi.
C’è qualcosa di poco sano nello sperare nel fallimento altrui per poter vincere.
Per il Monopoly una figura cult e l’ Ostacolatore cioè un giocatore che per partito preso non fa scambi di proprietà.
Nemmeno se tu gli vuoi dare Parco della Vittoria in cambio di Vicolo Corto.
E con questo credo che ci siamo intesi.
A questo punto, possono partire gli insulti.
O le minacce che si estendono alla vita vera. Tipo:
“Da domani in poi scordati di usare il mio cellulare con la promozione per mandare i messaggi gratis!!”
“Allora tu scordati di farti accompagnare in palestra il lunedì!!”
ecc… finché uno dei due non cede (sotto il peso del tavolo e delle sedie che l’altro gli ha scaraventato contro).
Dimenticavo di dire che le partite a questo gioco possono essere infinite.
Una volta feci una partita che durò la bellezza di quattro ore, poi interrotta dal mio vicino che si venne a lamentare di persona (alle 3 di notte) chiedendoci di smettere di sbattere i pugni sui muri, visto che da lui i rumori arrivavano tali e quali (per onore della cronaca i pugni non erano contro i muri: li dava sul tavolo un giocatore, mentre minacciava un altro che non voleva cedere a uno scambio).

Scarabeo è più tranquillo, ma non certo privo dei suoi colpi di scena.
Una volta ho personalmente sbattuto in aria il tabellone perché per due volte mi capitarono tutte consonanti con cui formare le parole.
Bei momenti.

Risiko invece è il peggiore in assoluto.
Mi sono sempre rifiutata di giocarci, soprattutto dopo aver sentito la storia di due tizi che stavano per divorziare per colpa di una partita a risiko.
Ragazzi non sto scherzando, sul serio me l’hanno raccontata.

Che dire, se un giorno vorrò testare quanto è salda la mia relazione non mi resta che giocare!

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42 pensieri su “L’arte di saper usare i giochi da tavola (e uscirne vivo).

  1. Anche trivial pursuit crea momenti rissa in cui si da dell’ignorante stupido al tuo nemico di squadra anche se quello è il padre dei tuoi figli. e la cattiveria del gioco UNO, caricando gli amici di +4 carte?, che neanche nel classico esperimento di sociologia saprebbe spiegare la sadicità ci certi momenti..

  2. io conosco una coppia che si è lasciata per colpa di risiko…perfortuna poi si son rimessi insieme e si sono pure sposati..ma a quanto ne so non giocano più a risiko da allora!

  3. Innanzitutto una cosa mi ha sconvolta: la parola San Lorenzo. Io non so quante città con questo nome esistano in Italia, ma mi sorge il dubbio che possiamo ritrovarci insieme a fumare sulle scale senza nemmeno saperlo. Secondo punto (e qui so che mi odieranno tutti): io sono il classico Ostacolatore. In verità, ho giocato a Monopoly una sola volta (lo so, lo so, infanzia difficile) poco tempo fa. Ero praticamente nullatenente e quindi, per partito preso, ho deciso che se non potevo vincere io, allora non avrebbe vinto nessun altro. Sono una brutta persona, lo so. Di Risiko posso solo dire che mio fratello e i suoi amici sono patiti: ogni Capodanno si sparano partite di 15 ore al grido di ” O Kamčatka o morte!”. Ma almeno Taboo lo salvo: gioco sempre con la mia migliore amica e siamo imbattibili! “Gita di 2a media?” “-Parigi!”. Il segreto è giocare con qualcuno con cui hai tantissimi ricordi, PURCHE’ NON SIA IL TUO PARTNER!

    • Ciao!
      Allora, innanzitutto sono felicissima che qualcuno abbia notato questa cosa di S. Lorenzo: la scelta, infatti, non casuale: qualche mese fa io e il mio ragazzo notavamo, appunto, che quasi in ogni città c’è un quartiere+chiesa dedicati S.Lorenzo, puntualmente frequentata di sera da ragazzi che bevono birra sulle sue scale.
      Seconda cosa: una volta a monopoly anche io ho deciso di ostacolare in grande stile: ero ormai andata in palese fallimento e regalai le mie proprietà alla mia amica con l’obbligo di non cederle ad un determinato giocatore (che mi ha odiato per giorni)!

      Ps ” O Kamčatka o morte!” ….ma è bellissimo!!

  4. Durante quelle partite, a Monopoli, a Risiko, a Taboo…non sapevamo quello che stavamo facendo. Avevamo solo…paura.
    *flashback stile Vietnam con in sottofondo The End dei Doors*

  5. Mi sono scompisciato dalle risate : ))) Bel post!
    Ma chi è che non prenderebbe Parco della Vittoria in cambio di Vicolo Corto??!?!
    Risiko invece, per me è totalmente incomprensibile!

  6. io odio i giochi con regole complicate, quando ogni mosso si deve consultare il mode d’emploi. Solo cose semplice s.v.p. Mio marito adora i giochi e ne fa tante, io scappo sempre non sopporto la competizione con le regole del gioco. Sai che cosa è bello: fare scrabble in tutte le lingue possibile nello stesso momento. olandese, italiano, tedesco, svedese, quello che sai. bello. allora ho vinto io!

  7. Peggio di Taboo è Pictionary. Quando l’intera compagnia è letteralmente brilla, si possono passare ore di puro delirio.
    Non sottovaluterei Monopoly come prova del nove, comunque. Potresti scoprire il lato più oscuro e capitalista del tuo compagno, se sai gestire bene il gioco.

      • Pictionary oltre al fatto di farti salire l’ansia perché anche lì c’è il tempo, e si è divisi in squadre, ha il problema di colpirti nel profondo, che se nessuno indovina i tuoi disegni vedi i tuoi sogni d’artista sfiorire!

  8. Il brutto è quando giochi a pictionary e nella tua squadra ci sono persone che a malapena sanno cosa sia un lapis, e tra le file di avversari si annoverano architetti, studentesse di liceo artistico e disegnatrici di manga.

  9. Recentemente ho giocato ad un gioco in cui devi dimostrare “compatibilità emotiva” con altri giocatori. Si insomma, c’è un tema e ci sono delle carte con delle immagini e qualcuno deve indovianare quali sono quelle scelte da te e perchè.
    Ho scoperto che mia moglie ha un’ottima intesa con il mio amico….

  10. Post divertentissimo!
    Ma il gioco che fa finire amicizie e relazioni indistruttibili è… Munchkin!! Faide famigliari e battibecchi al grido dell’unica regola che conta nel gioco., SCRITTA NEL MANUALE DI ISTRUZIONI.. “Il mazzo è mio e ci decido io!” Hahaha!
    Provatelo, è a dir poco esilarante ma a vostro rischio e pericolo!

    • Ahhahaha non ho letto ed anche io ho citato Munchkin nel comemnto dopo. Però dai, non trascuriamo Bang, Vudù e citadels. Però sì, Munchkin è la rovina. Io ho litigato con il mio ragazzo (il manuale era suo, ancora gli rinfaccio che per rubarmi una livella, stando al 9 non poteva perché non poteva salire, lui l’ha usata solo per togliermi il livello, ancora tiro fuori l’argomento, mi ci ero proprio incavolata e lo aveva fatto perché dopo aver sprecato + 5 e + 10 al livello del mostro per poter far sì che potessi aiutarlo a sconfiggerlo, tanto avrebbe vinto lo stesso, non gli importava, l’ho fregato usando la lampada magica sul mostro. Risultato? Non ha vinto, se l’è segnata ahaha.

  11. Ahah, però dai non dimentichiamoci di UNO, per non parlare invece del gioco in cui devi indovinare cosa sta disegnando il tuo compagno di squadra. Capirai, io finisco sempre per infervorarmi in questi giochi. Poi i peggiori tipo Lupus, Assassino, vogliamo parlare di cose come Munchkin? Insomma, ho fatto minacce al mio ragazzo in questo gioco, ricordandogli che dovevamo dormire insieme e che quindi doveva darmi il suo aiuto prendendosi solo un tesoro su 4 e non 3, nonostante dovesse buttare via la sua intera mano. Bang, a Bang c’è la minaccia assoluta, non sopravvivono le amicizie e se sopravvivono sopravvivono male. Vogliamo parlare poi di giochi come Citadels o Vudù? Vudù è il male, il male e dove vado a giocare a tutto questo? In un locale a San Lorenzo ahah

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