Ci avete mai pensato?

L’illuminazione delle 21.30.
Pensavo: meno male che quando andavo io al liceo questa moda orrenda di farsi foto per condividerle sui social network non esisteva ancora. Sai che ansia la mattina per uscire di casa.
Avrei dovuto come minimo fare le seguenti cose:
-scegliere un outfit  (cosa che cinque anni fa si chiamava semplicemente “vestiti) decente ogni giorno, magari anche diverso perché non sia mai ad avere due foto scattate in due giorni diversi con le stesse cose addosso
-truccarmi, almeno per coprire le occhiaie (patologia di cui soffro dall’età di 11 anni, per cui se non uso la robaccia giusta rischio di somigliare a un maledetto panda mangia bambù per tutto il giorno) (niente contro i panda eh, io amo gli animali) (tranne i lama, quelli ti sputano negli occhi senza ritegno)
-pettinarmi, per tenere a bada quella spaventosa matassa di ricci informi che all’epoca non mi degnavo neppure di legare con un qualche fermaglio di sorta (ho scoperto la piastra molto tardi e ne sono felice)
-coprire i brufoli assassini
-stare attenta al terrificante fenomeno della scella pezzata*
*La scella pezzata è un fenomeno che colpisce indistintamente ogni categoria di persone indipendentemente dalla loro età/sesso/religione/credo politico e consiste nella formazione di antiestetici aloni umidicci sulle magliette, all’altezza delle ascelle, di varie forme e dimensioni dovute banalmente al…sudore.
– farmi sopracciglia e baffetti con cadenza regolare ( in effetti, ringraziando Dio o il fato o qualsiasi altra divinità Pelica non ne ho bisogno, ma scommetto che all’epoca me lo sarei posta il problema, ah beata insicurezza adolescenziale!)
e altre cose del genere.

Non immagino pensare. Mi sarei come minimo dovuta svegliare un paio di ore prima! Ora capisco perché i ragazzini che vedo in giro hanno tutti il cervello più o meno in pappa, non è colpa loro: sono sottoposti ad uno stress non indifferente! Ad un’ansia da prestazione indicibile!

Meno male che sono scampata a questa piaga.
Meno male che potevo andare in giro in tutta la mia giovane spensieratezza.
E in tutta la mia genuina bruttezza. (Che a qualche insano di mente, a dirla tutta, piaceva pure).

Tornando alla piaga delle foto, stasera ho realizzato di essere stata davvero molto fortunata. Adesso, cari amici dotati di profondità d’animo, non pensiate che io sia una persona superficiale che bada solo all’aspetto estetico, però capitemi.
Capite le mie preoccupazioni.
Avrei dovuto sorbirmi ogni giorno la mia brutta faccia postata da qualche sciagurata delle mie amiche su una fottuta bacheca, magari anche con la Privacy pubblica con tutti i punti neri e i brufolazzi in bella vista.
Anche voi sotto sotto state pensando di essere stati fortunati, lo so.

Pensiero profondo:
la potenza dell’immagine, in particolare di quella fotografica, oggi ha assunto una particolare importanza in quanto prima tale mezzo era utilizzato in chiave dimostrativa per ribadire e rafforzare una propria identità e posizione all’interno della società, per cui i soggetti principali delle fotografie erano prevalentemente riti sociali (vedi riunioni di famiglia, compleanni, anniversari, viaggi, lauree ecc) che informavano gli altri riguardo il proprio status, oggi la fotografia è utilizzata in chiave molto più narcisistica per trasmettere una precisa immagine di se stessi, che non è quella reale, ma è quella che noi vorremmo che fosse.
Oggi tutto è influenzato dalla fotografia e dalla sua fruizione al punto che quando si sceglie un oggetto di abbigliamento, un accessorio, un taglio di capelli e così via spesso lo si fa in virtù del fatto che questo possa essere un giorno sicuramente visto dai nostri conoscenti, ma prima di tutto fotografato, condiviso e offerto alla mercé di un pubblico di più grande entità.

Ok. Ora che vi ho dimostrato che non sono poi così stupida anche se io qui avrei i miei dubbi e tornando alla mia illuminazione dell 21.30 forse ora è meglio che spenga la lampadina e, dal momento che avrei dovuto cominciare a studiare circa un’ora fa, che accenda la lampada alla mia scrivania.

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31 pensieri su “Ci avete mai pensato?

  1. Ti parlo da liceale contemporanea (ahimè): quella delle foto è in realtà una piaga del tutto evitabile, perché (banalissimo) basta girare alla larga da chiunque se le stia facendo. In quanto alle “foto-a-sgamo” a me ne fanno pochissime, anche perché non sono più su Facebook e sta male postare una foto senza poter taggare l’essere fotografato.
    Concordo pienamente con il pensiero profondo.

    • Carissima Aliug, ti ringrazio per la tua preziosa testimonianza da liceale contemporanea, anche se un po’ atipica nel senso positivo del termine ;) !
      Hai centrato in pieno parlando delle “foto-sgamo” che sono, in verità, anche le più temute ed è proprio a quelle che mi riferivo più delle altre…e per quelle -mannaggia mannaggia!- non c’è proprio rimedio!

  2. Anche io mi ritengo fortunata! C’è mancato un pelo che facessi parte delle nuove generazioni. Certe volte penso a una mia possibile figlia che si scatta foto nel bagno, magari facendo intravedere un po’ il seno o facendo quelle smorfie odiose (https://www.google.it/search?q=duckface&um=1&ie=UTF-8&hl=it&tbm=isch&source=og&sa=N&tab=wi&ei=Ro8JUeyRKcvCtAbbkICgBw&biw=1366&bih=606&sei=eI8JUezlA4HZtAaJ9oDgDw ).
    P.S.: complimenti per il pensiero profondo ^_^

  3. Hai ragione, ce la siamo scampata bella!
    Durante il mio peggior periodo adolescenziale, almeno per quanto riguarda brufoli e compagnia, avevo un'”amica” che si divertiva a scattarmi foto suppongo per poter dimostrare di essere più bella di me. Non che fosse una bellezza divina, hai tempi eravamo tutte cesse. Ne pubblicava alcune sul blog di Msn (o quello che era), che per fortuna però non veniva visto quasi da nessuno.
    Se fossi un’adolescente adesso sarebbe un disastro.

      • Già, anche qui… Capisco come mai ci sono sempre più adolescenti che cadono in depressione.. A vedere la mia faccia su tutti i social network 7 giorni su 7, a quell’età, altro che crisi d’identità….

  4. Tutta quella smania di foto (improponibili), invece, io l’ho dovuta subire al liceo per colpa della compagna di banco fotomane. Ah, che brutto periodo…

  5. E allora immaginavo che concludessi il post con una tua bella foto! ;)

    Scherzo!
    Certo, viviamo nella società dell’immagine dove tutto è estremamente estetizzato e dove tutti i ragazzi hanno il ciuffo stirato e sono vestiti come “frocetti” (concedimi il termine, ma è quello più immediato!). Forse noi prima di loro non abbiamo viassuto “lo stress da prestazione”! E di mattina a scuola..diciamolo…stavamo combinati maluccio!!! Spontanei…ma bruttini assaij!!

  6. Nella sfiga abbiamo avuto culo. Tolto quando alcuni amici burloni si comportano come 14enni in piena crisi ormonale e non solo ti fotografano (senza nemmeno abbellirti con instagram!! :D) ma ti taggano pure sullaqualsiasi.
    Estica**i!

  7. ahahaha…oddio non c’avevo mai pensato!
    Che poi, non so tu da quanto sei uscita dal liceo, ma senza social siamo riusciti ad evitare che certe mode si diffondessero più facilmente del previsto! -.-“

  8. Pingback: Liebster Award | boli fugaz

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