Il dopopranzo è un momento difficile.

Non so se è semplice ricerca di nuove distrazioni dal momento che non ho più facebook, strani e malsani allineamenti planetari, oppure perché la fine del mondo è sempre più vicina, ma ultimamente ho arricchito il mio bagaglio culturale di nuovi fantastici elementi: puntate di Uomini e Donne.
Ovviamente nasconderò questo malcostume dietro la classica frase “Lo faccio per studi sociologici” e farò anche finta di crederci. Quindi fatelo anche voi.
(La realtà dei fatti è che quel programma ha qualcosa di diabolicamente magnetico che paralizza i miei neuroni per cui non riesco a cambiare canale fin quando non è finito, ciò implica automaticamente il sorbirmi la pubblicità della Eminflex, di cui credo di aver imparato il numero di telefono a memoria e di cui credo domani -ma forse è meglio che lo faccia dopo aver scritto questo post, per non perdere altro tempo- comprerò il materasso, la batteria di pentole e tutta la costellazione di oggetti ad essi abbinati. Devo averli assolutamente, me lo ha detto Mastrota.)
Dicevo, ho visto diverse puntate di quel programma e sono giunta alla conclusione che non fallirà mai, perché non solo è seguito assiduamente dai “fedelissimi” ma è seguito sporadicamente anche da ragazzi e ragazze come me che in uno stato d’animo che oscilla tra l’allibito, il divertito e l’incredulo, lo osservano con gli occhi spalancati. A tutto ciò aggiungiamo una new entry, ovvero una bella fetta di anziani che si è aggiunta negli ultimi (quanto saranno?) due, tre anni… mai sottovalutare  il loro potere, l’Italia è un paese di e per vecchi ricordiamocelo sempre.
Quello che mi sono chiesta come prima cosa è se tutte quelle storie sono vere o sono una finzione: visto che a me i personaggi che le vivono sembrano per la maggior parte incapaci di poter recitare un copione, ho concluso che una buona parte di storie devono essere vere, ma sapientemente fomentate e pilotate dalla “redazione” (parola che ricorre spesso in quella trasmissione e che è investita anche di una certa aura di sacralità quando viene pronunciata: “LA REDAZIONE” ).
Inoltre ho riflettuto molto, e per farlo ho rinunciato anche ad andare all’università per due giorni perché queste sono cose che richiedono tempo e una certa predisposizione d’animo alla concentrazione, sul ruolo degli opinionisti del pubblico. Mi chiedo: ma per partecipare pagano o sono pagati?
cioè, cosa bisogna fare esattamente per diventare opinionista che interviene e dice la sua?
La loro parola ho capito che vale tantissimo e che alcuni di essi sono molto abili e scaltri a scoprire chi è “SINCERO” o chi è lì “SOLO PER LE TELECAMERE!!!”
(in ogni caso se per fare ciò si è pagati ho trovato il mio lavoro ideale).
Che dire di uomini e donne anziani?
Non so, ho pensieri molto contrastanti a riguardo.
E ci sono diverse cose che non capisco come il perché li devono far ballare sulle note di Gustavo Lima o di Danza Kuduro; tuttavia mi rendo conto che anche gli anziani hanno il diritto di corteggiare, essere corteggiati e soprattutto indossare vestiti paiettati.

In definitiva non ho ben capito il trucco del successo di quel programma che da quasi dieci anni ha un format stabilissimo (se non per qualche lieve modifica e nuovo elemento) ma non stanca né il suo pubblico solito, né chi lo vede per una sorta di “critica” personale.
Per farvi un esempio, mia nonna entrò in cucina e mentre diceva “ma che ti vedi, questi vecchi degeneri che ballano?” prese una sedia e si piazzò avanti alla tv (ovviamente continuando a esprimere la sua disapprovazione generale).
Quindi se i vostri amici negheranno di aver mai visto una puntata di quella trasmissione, sappiate che nel 99% dei casi stanno mentendo.

Io, nel frattempo, ho paura.

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17 pensieri su “Il dopopranzo è un momento difficile.

  1. Io ammetto di non essere mai riuscita a guardare più di due minuti di fila questo programma. Perché tutte le (poche) volte che facendo zapping ho provato a fermarmici un pochettino, qualcuno (fra pubblico, conduttori, protagonisti o quel che è) si è sempre messo a parlare sopra la persona che stava già parlando. E questa è una cosa che mi irrita davvero molto.

    • E’ una cosa orrenda, tra parentesi questa è anche la caratteristica immancabile di tutte le trasmissioni che ospitano “opinionisti” (in molti casi leggi “cialtroni”) i quali non fanno che urlare coprendosi vicendevolmente le parole. Tristezza.

      • A me il senso di tristezza non fa neanche in tempo ad arrivare, solitamente, proprio perché vengo invasa da un nervosismo atroce. Però guardando la situazione con occhio più critico e “staccato”, sì… è molto, molto triste.

  2. io invece li guardavo. Criticavo ma guardavo. Hai ragione, c’è questo fascino magnetico che anche se dici che non ti piace che sono dei cretini che non fanno niente tutto il giorno, vengono pagati per stare in tv a far finta di corteggiare o a corteggiare per davvero (questo rimane un mistero però sappi che una coppia di sicuro ha avuto un figlio…poi ovviamente si sono lasciati ma intanto…) ma intanto tu guardi e ti chiedi perchè?

    l’unico immune in casa mia è stato mio nonno ma perchè lui il pomeriggio ha appuntamento con i film western e guai a chi glieli tocca! :)

  3. Lo odio.
    Non ti nascondo però che alle superiori, dopo i cartoni animati, se rimaneva la tele accesa, venivo impnotizzato da quel programma, dai quei personaggi, dall’ignoranza…

    E non studiavo più…
    Per fortuna che è successo poche volte!

    E’ vero, ipnotizza. Mio fratellino ci cascava anche lui.
    Se è vero che il pubblico viene pagato, voglio mandargli un curriculum, perchè io ne ho di robe da dire… Aumenterei gli ascolti!

  4. Non mi sono fatta mai ipnotizzare da quei decerebrati. Sarò crudele, ma in questo caso lo sono volutamente. Ho visto per un secondo il programma e mi sono fatta tutto un film mentale sul perché in Italia le cose vanno male, sul perché ormai le aspirazioni dei ragazzini sono “fare il tronista, il calciatore, la velina” che poi sarebbero tutti sinonimi di ignoranza pura. E dopo questo sfogo concludo con ODIO UOMINI E DONNE.

  5. ahah oltre a LA REDAZIONE, l’altra parola chiave del programma è VERO. “Perchè io sno VERO!”, “tu non sei VERA!” e, la migliore di tutte “L’ho detto alla REDAZIONE, che tu non sei VERA!”.

    By una persona che no, non guardava il programma, ma che ne conosce le dinamiche grazie a due sorelle appassionate (ai tempi, per fortuna, poi sono guarite) che tenevano la tv a tutto volume mentre quei pazzi gridavano a squarciagola (quindi, si può dire che non ho mai visto Uomini & Donne…ma l’ho ascoltato parecchio!) :-)

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