Come se il fatto non fosse il mio

Cari disciolti amici, oggi voglio parlare, nello spazio “E chi cavolo se ne frega?”,  di una cosa che mi riguarda e che ho già accennato al volo un po’ di post fa, ma credo di non aver mai approfondito veramente, e cioè la mia incapacità di provare ansia/emozione/agitazione quando succedono cose importanti che mi coinvolgono in prima persona, per cui mi comporto esattamente come se quello che sta accadendo non mi toccasse minimamente e cioè, come se il fatto non fosse il mio.
Questa cosa suscita strani sentimenti nelle persone che mi circondano le quali finiscono sempre per sentirsi spaesate e a volte anche alquanto irritate dalla mia insolita reazione, anzi dalla mia assente reazione.
Potrei farvi un sacco di esempi che spaziano da malanni fisici, temporali che rovinano feste, esami, colloqui con professori,  cerimonie di vario tipo ecc.. in grado di illustrare meglio la faccenda, ma vorrei soffermarmi su uno solo (soprattutto per non farvi due palle così, ma anche perché mi sembra un esempio molto calzante):
La mia seduta di laurea.
Ero l’ultima e  la cosa mi seccava parecchio. Appena cominciata la sedeuta mi resi conto che ogni tizio avrebbe discusso per 15 minuti buoni se non di più e facendo un rapido calcolo il mio turno sarebbe stato dopo circa tre ore.
Tre ore passate ad annoiarmi e ad aspettare. Come se nella vita queste cose non si facessero già abbastanza spesso.
In tutto ciò non mi sentivo neppure un minimo tesa.
Niente adrenalina.
Niente insofferenza.
Niente HOPPAURAVOGLIOANDAREACASA!!!
Per farla breve è andata a finire che sono uscita dall’aula e me ne sono stata tutto il tempo con i miei amici e il mio ragazzo – i quali erano molto più emozionati ed ansiosi di me- a stronziare (verbo che sostanzialmente significa “a non far nulla o a far cose divertenti o di poco conto”) fin quando qualcuno mi è venuto a chiamare dicendo che tra un po’ sarebbe toccato a me.
Poi ho discusso e amen.

Tutto per dire che quel giorno, altro che ansia, ho provato NOIA, noia allo stato puro e semplice. E così anche in altre situazioni del genere.

(Poi lasciamo stare che perdo la calma per le minchiate, tipo quando salgo su un autobs e penso sempre di essermi sbagliata a prendere autobus non faccendo altro che seguire attentamente la strada fino alla mia destinazione pensando incessantemente: oddio oddio oddio ora mi ritroverò in un’altra città, o peggio in un’altra regione, o peggio in un altro Stato…e non ho neppure il passaporto con me!…sepriamo allora di mantenerci nei confini dell’Europa almeno, così basta la carta di identità…, e altre fisime del genere.
Ma questa è un’altra storia)

A questo punto non mi resta che concludere con una fantastica citazione del non meno fantastico Woody:
Se riesci a mantenere la calma mentre tutti intorno a te stanno perdendo la testa vuol dire che probabilmente non hai capito cosa sta succedendo.

(come dire, la storia della mia vita in due righe).

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14 pensieri su “Come se il fatto non fosse il mio

  1. e invece io penso che il tuo atteggiamento sia davvero il più sano!
    come diceva qualcuno, se il problema si può risolvere, perché agitarsi? e se non si può risolvere, perché agitarsi? ;)
    buon we!

  2. Io quando qualcosa mi tocca da vicino non capisco un tubo, è come se le mie emozioni si fermassero e mi lasciassero come un involucro vuoto che fa passare il tempo senza capire niente e che poi si risveglia quando tutto è già finito. Per la mia laurea, beh, un po’ emozionata ero, ma nei giorni precedenti, perchè quella mattina fui la prima ed ero ancora troppo assonnata per realizzare bene cosa stesse succedendo.
    Per gli esami, non ne parliamo però, sono sempre superagitata. Ma per le cose serie non ho mai tensione, anzi… sono sempre molto decisa.

  3. Mmmmh, rifletto. Non sono una persona ansiosa e in parte mi ritrovo con quello che dici. Anche io quando ho discusso la tesi non ero per nulla emozionata…sono rare le cose che mi fanno provare davvero un “fremito”. Mi auguro, però, che questo non riguardi anche i sentimenti…nel senso: provi lo stesso appiattimento anche con gli uomini? Spero di no…perchè (almeno in questo caso) perderesti qualcosa di importante.
    In due parole: va bene avere un atteggiamento distaccato rispetto alle cose. Purchè però non sia così anche per le cose davvero importanti…

    • certo, hai perfettamente ragione.
      e per foruna, no, questo “appiattimento” non si verifica nell’ambito sentimentale e in generale non si verifica con i rapporti in generale, che riguardano le persone che amo…per quelli a volte sono anche fin troppo esagerata! :D

  4. In verità è un comportamento più diffuso di quanto non si creda: a volte, spero non ti sia capitato, si manifesta anche nei lutti. Ricordo una descrizione molto precisa di questo stato d’animo che sciocca più i conoscenti che i diretti interessati nel libro “Caos Calmo” di A. Veronesi (che comunque non è un libro che consiglierei).
    Forse a volte siamo talmenti abituati alle esplosioni di emozioni che vediamo nei cinema o nei libri, in televisione o nei racconti, che sentiamo il dover provar qualcosa come una sorta di obbligo sociale.
    Non so cosa ne pensi tu?

    • no, mi capita solo con l’ansia e la rabbia.
      Per il lutto ho capitocosa intendi (ho letto quel libro che come te non consiglierei…!).
      E’ verissimo, poi, quello che scrivi riguardo l’assuefazione dei sentimenti eclatanti che siamo abituati a vedere un po’ ovunque e che a nostra volta ci sentiamo in dovere di imitare.
      La misura delle emozioni è un qualcosa che, secondo me e purtroppo, sta scomparendo per lasciare il posto ad “esplosioni” per usare un tuo termine che hanno -molte volte- ben poco di profondo e molto di scenico.

      :)

  5. credo di capire cosa intendi: come quando io dico che mi scivola tutto addosso, come se avessi un impermeabile. Per lungo tempo per me è stato così: giravo con questo impermeabile e guardavo gli altri che reagivano e si “infufavano”, a mio dire, per dei nonnulla. Poi qualcosa è cambiato, sono successe delle cose, per cui ho dovuto togliere quell’impermeabile e oggi mi devo quasi ricordare di infilarlo ogni tanto. Non so dire cosa sia meglio: certo avere una protezione ti aiuta a reagire più velocemente alle cose perchè sei meno coinvolta emotivamente e la tua mente rimane più lucida e razionale. Togliere l’impermeabile ti fa sentire senza protezione ma anche “viva”. L’ideale sarebbe, secondo me, impermeabile per gli eventi della vita e niente impermeabile per le persone ;) Buona vita

  6. Spesso la provo anc’io questa situazione… E poi mi sento dire “ti scivola tutto via”
    In realtà, tutto quello che ti tocca ti rimane addosso.. inevitabilmente… te ne accorgi solo troppo tardi :/

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