Uno fa presto a dire “fai un dolce”

Mi è capitato spesso di preparare una torta -assecondando la richiesta di amici, parenti o fidanzato- al fine di festeggiare una ricorrenza, un compleanno o semplicemente per soddisfare una voglia culinaria.
Di solito accetto questo tipo di proposta, anche perchè fare dolci mi rilassa; quindi raccolgo un po’ di concentrazione e spirito da Mulino Bianco e mi metto felicemente all’opera. Seguo tutti i passaggi, controllo le dosi, inforno e alla fine  sforno.

Quando però, a fine pasto, vedo il mio bel dolce trionfare silenziosamente al centro della tavola, poggiato su un vassoio non meno trionfale e pomposo, nella mia testa puntualmente si presentano, si affollano e rimbombano a ripetizione i soliti pensieri malvagi:

-oddio speriamo che non è crudo!
-oddio speriamo che non è bruciato!
-oddio speriamo che non è crudo dentro e bruciato fuori!
-e se qualcuno ci trova un capello dentro? povera me, che figuraccia!! o peggio ancora non se ne accorge e si strozza, maledetti i miei capellacci lunghi!! ( e qui segue, di solito, la formulazione di una specie di fioretto per cui se non morirà nessuno per colpa dei miei capelli il giorno dopo me li taglierò-promesso-promesso)
-e se qualcuno invece ci trova un oggetto non identificato dentro?
-cavolo! secondo me ho messo il sale al posto dello zucchero!: infatti la scena di me con il barattolo dello zucchero in mano non me la ricordo proprio!! e nemmeno la scena di quando ho assaggiato l’impasto!!moriranno tutti!! devo intervenire e mettere fine al pericolo!!!
-non ho controllato la data di scadenza del burro!! (moriranno tutti *ripetere quanto sopra*)
-stamattina mia mia madre nello stesso forno ci ha cotto il pollo….adesso il dolce avrà sicuramente un retrogusto di pollaio, sono spacciata!!

e così mentre mestamente taglio le fette di dolce, con una faccia che si addice  più ad una persona che sta per andare al patibolo piuttosto che ad una che sta festeggiando qualcosa, rimugino su questi brutti, brutti pensieri. Ogni fetta che taglio la sento come un fortissimo colpo alla mia anima e come un passo in più verso il patibolo di prima.
L’adrenalina sale e il respiro si ferma quando mi accorgo che qualcuno sta per fare il primo morso e dopo pochi secondi, quando la sua faccia non trasmette morte né orrore né voglia di darsi fuoco, potrò dirmi finalmente soddisfatta e sicuramente più sollevata.

Poi la notte non dormo, pregando che nessuno si senta male perché vai a vedere che la torta è avvelenata…ma questa è un’altra storia.

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28 pensieri su “Uno fa presto a dire “fai un dolce”

  1. Ansia da cucina… comprensibile! Manca nella lista: “oddio, e se qualcuno è allergico/intollerante a qualcosa che ci ho messo dentro?”
    Per quel che riguarda l’oggetto non identificato, ho trovato un chiodo (non di garofano, in inox per appendere quadri) nel polpettone di zucchine (non preparato da me): mi chiedo ancora come diavolo ci sia finito dentro! Meno male che mastico a velocità bradipo e non l’ho ingurgitato… Cosa vuoi che sia un capello a quel punto!

    • Si, da persona allergica, è quello che penso per prima: le intolleranze-allergico!!! Tutto deriva da un dolce che ho fatto anni fa alle mandorle e il padrone di casa era allergico alle mandorle!!! Per fortuna non aveva addentato il dolce!

      • Guarda, ho cucinato una volta per 30 persone con: io intollerante al glutine, un ragazzo intollerante a glutine e lattosio, una ragazza allergica a muffe (gorgonzola, funghi) e olive, un ragazzo allergico al pesce, un’allergica ai lieviti più un amico vegetariano…. momenti di gloria!!! Ho fatto l’unico buffet con i cartellini con gli ingredienti e la preghiera “leggeteli e non fatemi chiamare il 118”! ;-)

    • ahahahahaaaaa il chiodo nel polpettone, ma come cavolo ha fatto, sul serio!, a finirci dentro??
      comunque riguardo le intolleranze, la prima volta che portai una caprese a casa di una mia amica fui tormentata da questa cosa…ma per fortuna non ci furono bollicine strane nè sintomi di malattie inguaribili…emmenomale!! :)

      • il chiodo resterà un mistero, lo archivierò negli x files… non so se volevano supoplire a una mia eventuale carenza di fferro o fosse un attentato in piena regola… boh! Però il chiodo l’ho conservato, ha un suo fascino!

  2. Non sai quanto ho riso, pensando a tutte le volte che sperimentavo qualcosa e il fidanzato/un amico/i genitori (o semplicemente le cavie di turno) dovevano assaggiare…dopo il primo morso, ho sempre cercato sui loro volti sintomi inequivocabili come pallore, occhi sbarrati, bocche storte…spesso, li vedevo già in rigor mortis…ma che ci fa a noi un anatomo-patologo?! :D

    • ahahahaha, vero!! secondo me in quegli istanti di palpitazione, ho immaginato che potessero presentarsi nelle mie belle cavie dei sintomi così assurdi e grotteschi che non esistono nemmeno nella realtà…!

  3. Io adoro paciugare!!
    Qualsiasi cosa abbia bisogno di una lunga preparazione, o un impasto, con diversi ingredienti mi mette di buon uomore!
    …Poi il fatto che quanto assemblato sia commestibile o meno è un’altra storia, un altro problema… Non ho mai ucciso nessuno, però! XD

  4. ciao, inseriresti il link del mio blog nel tuo?? io lo ho fatto…:) grazie un bacio. Bel post comunque. (se vuoi non approvare questo commento inutile ai fini del blog!!! )

  5. oddio l’incubo del capello…ce l’ho anche io!! ma perchè poi?? Non riesco a ricordare a partire da qualche momento della mia vita ho cominciato a soffrire di questa paura, ma sta di fatto che tutte le volte che cucino mi “incuffietto”, mi riempio di ferretti, pinzette, bandane… :-)

  6. Al fioretto del “domani li taglio” ci penso anch’io!
    Pero’ secondo me le donne pelate ai fornelli non sono molto sexy.
    Comunque esigo un dolce.
    Con o senza capelli. (Se proprio devi scegliere pero’ non ce li mettere!!)

  7. Ti darei un consiglio semplice: frequenta amici/parenti particolarmente famelici e ti passeranno tutti i dubbi. Io ad esempio ho amici che mangerebbero anche la base di cartone dei dolci oppure i piatti su cui sono posati. E non perché io sia particolarmente bravo a cucinarli, ma proprio per fame. E così scompaiono paure di sale/zucchero, capelli, bruciature etc. etc.
    A proposito… devo fare una foto al dolce che ho appena sfornato, prima che finisca :D

  8. Bhè anche io una volta ho provato a fare un dolce…era una torta pan di stelle.Fatta per sfida,la mia miglior amica diceva che io non ne ero capace.Il giorno dopo mi fece i complimenti.”E’ davvero buona,mi devo ricredere!”-disse.
    Il giorno dopo andai a ringraziare il mio pasticciere :D

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