E quelle tagliatelle che sapevano di…CASTORO

Il titolo significa esattamente quello che dice.
Un giorno mangiai delle tagliatelle che sapevano di castoro.
Me lo ricordo benissimo.
Mi trovavo seduta a tavola con mia madre, i miei fratelli e mia cugina.
Avevamo già madato giù i primi bocconi di tagliatelle al sugo all’apparenza normalissime, rossissime e succulenti, quando io con una disinvoltura inquietante, continuando a mangiare, affermai in tutta tranquillità:
-..Mmm, queste tagliatelle sanno proprio……di castoro
(mia cugina scoppiò a ridere sputando tutto nel suo piatto, ma questo dettaglio è irrilevante). Tutti mi chiesero che cosa intendessi e io risposi:
-Si, di castoro. Posso quasi sentire il sapore di quella coda piatta e larga e del legno rosicchiato….c’è un non so chè di DIGA in queste tagliatelle. Come rami accatastati….
Mia madre mi disse che se non mi piacevano, non c’era bisogno di fare così tante storie. Io le dissi che quelle tagliatelle non avevano nulla che non andasse. A parte il retrogusto di ruscello con diga fatta da castori. 

Un’altra volta ero al mare con i miei amici; avevamo deciso di restare tutto il giorno sulla spiaggia e stavamo pranzando con dei panini.
Io ne avevo uno alla mortadella e,fatto il primo morso si levò da parte mia un candido commento:
-Il mio panino sa di gatto. Gatto grigio precisamente.
I miei amici vollero assaggiare, ma per loro quella era normalissima mortadella. Ma come facevano a non sentire sapore di mialgolii??
Mi dispiaceva non poter condividere con nessuno quel sapore strano.

**[Quello che vi sto dicendo è che io, a volte, mentre mangio qualcosa, sono fortissimamente impressionata da associazioni tra palato/immaginazione per cui mi sembra quasi di sentire sapori che non c’entrano assolutamente nulla col cibo che sto masticando.]

Il mio ragazzo una volta mi offrì un caffè che sapeva di secondo cassetto di comodino di casa di nonni. Prvai ad aggiungere un po’ di latte ma non cambiò molto.
Per non parlare del pan brioche che aveva il sapore di bimbo dell’ Est Europa: era morbidissimo e profumava di latte, vaniglia e altri aromi…ed era lievitato e dorato. Proprio un bimbo!

Non che io abbia mai mangiato (nè voglia mai mangiare!) castoro o gatto o cassetto o bambino in vita mia, è chiaro, ma mi chiedo il perchè di tutte queste associazioni assurde.
Certo, se non fossi più in grado di farle mi dispiacerebbe…perchè, come dire, ci ho preso gusto…!

(post realizzato dopo uno spunto preso di LERCIOGOREGORE  sul blog BERLINGCALLING, che non riesco a linkare!!)

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42 pensieri su “E quelle tagliatelle che sapevano di…CASTORO

  1. devo dirtelo – mi hai risollevato la giornata.
    a me e’ capitato spesso di bere il caffe’ (quello della moka) e di non riuscire a definirne il sapore. non era caffe’ normale. e leggendo il tuo post ho provato a vederla in modo diverso, a chiedermi che sapore avesse, senza pregiudizi. ecco: borsetta della nonna. di quelle con il portafoglio con dentro le foto dei nipoti, e sul fondo un pacchetto di caramelle. grazie.

  2. partendo dal fatto che mi piace tanto questo post, ti dico subito che le nostre famose sinapsi talvolta ci sorprendono. Sono le stesse che ti abbandonano quando sei interrogato, i collegamenti sono ovvi, ma tu non riesci a farli 8D delle volte anche a me capita di mangiare o bere qualcosa che dal sapore o odore mi ricorda cose che non riguardano la sfera del cibo. Fa tutto parte della nostra memoria (vera o copia-incollata). Io, ad esempio, quando bevo il latte caldo lo associo sempre a mia cugina, che è piccola piccola e sa di latte.. ti giuro che quella bambina sa di latte!

  3. Tutto ciò è meraviglioso. Capitano anche a me queste associazioni. Io adoro il retrogusto di comodino di nonna con un leggero sapore di tende abbassate con poca luce che entra in un pomeriggio di aprile. Booono.

  4. “Mamma questa crema sa di rossetto azzeccoso”
    e non poteva darmi torto dal momento che da piccola mangiavo i rossetti…quindi il sapore lo conosco che è na bellezza!

  5. :) devo riflettere; anche io ho avvertito sapori inattesi ma non ho provato a definirli. Proverò! Nel frattempo non potrò più dimenticare ” un caffè che sapeva di secondo cassetto di comodino di casa di nonni”.
    Dev’essere per evitare questo tipo di imbarazzo che io (nonna) ho come comodino un tavolinetto di vetro (senza cassetti) di ikea…. meglio non rischiare no?

  6. Così mi dai l’occasione di condividere un antichissimo ricordo d’infanzia…. Asilo, primo anno. La vs. umile faunita, seduta al tavolino grembiulata in rosa in mezzo ad una folla di pargoli della nidiata si trova di fronte un piatto con l’aspetto del prosciutto cotto (gelatinoso ed avvolto su se stesso in mesti rotolino) col solito contorno di puré di patate delle consistenza del pongo.
    “Maestra” dico “non posso mangiarlo. Sa di drago”.
    Punto.
    Nessuna maestra o pedagoga può costringere una frugoletta a mangiare qualcosa che sa di drago, arcipispola!!!

  7. Post davvero divertente..sei riuscita a farmi ridedere dopo una pessima giornata…grazie…

    PS: mi hai ricordato mia sorella che una volta se ne uscì con le patate che sapevano di tombino,e un’altra cosa che non ricordo,che sapeva di cute…
    A presto Idi..:)

  8. Ahahahahah ma io ti amo.
    Seriamente.
    Comunque anche a me succede la stessa cosa.
    Per esempio io non bevo il thé alla pesca perché sono fermamente convinta che sappia di piedi.
    Ed io i piedi non me li sono mai messi in bocca.

  9. Leggo i commenti di questo post da oscar e mi viene in mente quel “senza immaginazione” di Marcel Proust che in una tazza di te trovava l’universo e in un biscottino tutta un’infanzia.
    Da sfigati, non c’è che dire XD

  10. Anch’io a volte ho la cioccolata che sa di cassetto o di armadietto, il salame che sa di ranuncolo… ne sono davvero convinta e credo che sia realtà. La nostra percezione fantasmagorica è ciò che rende nuova e vivace la vita, ricordatelo!

  11. Posso inserirmi?
    Quelle sentenze sul panino sono impagabili. HAHAHAHAHAHA !

    La mortadella, quando è quella giusta, sa proprio di MORTADELLA, soprattutto se sei affamato dopo una bella scarpinata.

    Ciao. mfr

  12. Una volta una mia amica mi disse che le patatine fritte ( quelle in busta ) sapevano di “verde”.
    Ho provato ad assaggiarle ma di verde non c’avevo sentito proprio nulla. Dovrò farle leggere il tuo post, così mi becco la stessa dose di insulti che le dissi io all’epoca.. =)

  13. A proposito, sto leggendo l’amore ai tempi del colera è anche i protagonisti hanno lo stesso problema (hanno mangiato una cosa che sa di “finestra”, ora non ricordo cosa)

  14. La mia tesina del V liceo parlava molto della sinestesia. Mi sembra di ricordare che c’era uno psicologo-pittore (mi pare fosse Kandinskij) che aveva un paziente che sosteneva di aver mangiato un sugo che sapeva di azzurro.
    Spesso capita di fare associazioni strane. Secondo la sinestesia, questo è dovuto al fatto che elementi diversi che si manifestano sotto diversi sensi sono in grado di produrci le stesse sensazioni interiori. Molto spesso, invece, può essere causato dal fatto che, ad esempio, una volta che si mangia un cibo o si sente un odore si pensa intensamente a qualcosa di specifico, ed è come se inconsciamente incidi quel pensiero su quel cibo o su quel profumo. Per questo poi ti torna in mente con quel gusto o quel profumo.

    Un saluto!

  15. Se può consolarti, io e una mia amica una volta abbiamo mangiato un panino al prosciutto che per entrambe sapeva di stalla e fieno. Anche io faccio continuamente associazioni tra profumi/sapori/immagini e così via…non è poi tanto male!

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