Hic et nunc. La domanda.

No, il titolo del post non è dovuto ad un mio possibile stato di ubriachezza con singhiozzi e vacillamenti annessi: è latinorum e significa “Qui E Adesso”.
Ma scommetto che lo sapevate già.

Precisato ciò, diamo pure inizio al mio post depressivo.

Capita (arrivo subito al nocciolo senza preamboli di sorta) capitata, dicevo, talvolta, di trovarmi in contesti assolutamente stonati con me, con il mio stato d’animo, con i miei pensieri, con i miei gesti, con i miei modi di fare, e persino con i miei capelli, con le mie scarpe e con il mio mascara da farmi cessare tutte le azioni che sto facendo per pensare ad una sola e ridondante domanda:

                                             Cosa ci faccio qui, adesso?

Mi ammutolisco, inizio a fissare il nulla, assumo un’espressione che è un mix tra l’impaurito e lo schifato (provate a farla, è molto divertente devo ammettere), sbuffo, provo un sentimento di fastidio e insofferenza verso ogni cosa. Verso anche ogni minimo particolare.
Il contesto stonato può essere stonato fin dall’inizio.
Oppure non lo è fin dall’inizio e può diventarlo. E, per quanto mi riguarda, a me basta un niente, un niente!, perchè lo diventi.
Odio il mio sguardo sveglio, le mie sopracciglia attente, i miei pensieri che volgono subito a conclusioni (giuste o sbagliate poco importa), le mie orecchie che mi fanno sentire anche i bisbigli più insignificanti e le parole fuori posto. In tutto ciò la domanda di cui sopra non la smette di assillarmi e, anzi, si fa sempre più insistente.insistente.insistente.
Vorrei solo supplicare “ACCOMPAGNATEMI A CASA”, ma poi dovrei dare troppe spiegazioni, spiegazioni che non so dare a me stessa, figuriamoci alla persona che si trova al cospetto della mia espressione di cui sopra.
Allora per ingannare il tempo inizio a pensare a cose che sarebbero degni soggetti di un quadro di dalì, o a contare gli oggetti.
Tipo ieri ho contato Quarantasette palline di Natale.
18 erano rotonde
21 erano ovali
Il resto erano pupazzetti, ma le chiamo palline per comodità.
E perchè il blog è mio e decido io.

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28 pensieri su “Hic et nunc. La domanda.

  1. Troppo divertente come l’hai descritto. L’importante è che questo tuo sentirti impacciata non diventi ironico anche per chi ti sta intorno.
    Comunque, a volte succede anche a me. E quello di cui sento immediatamente bisogno è il silenzio. Che nel 98% dei casi non puoi avere.

    Un saluto
    NalaScarlet

  2. Ah ma io invece lo chiamo “io non sono qui”, come quel film che però non guardo perché se no poi come li chiamo quei momenti?

  3. ahah, si è brutto quando succede, però il tuo modo per distrarti da questo momento è senzadubbio efficace.
    Ma succede XD e cavolo, è proprio il “niente” che ti fà partire tutto!!

  4. Oh come ti capisco! La differenza è che io, come mio solito, volgo subito la cosa in senso autolesionistico, chiedendomi cose senza particolare senso come “perché non sono ADATTO a questa situazione?” “cosa devo fare per essere COME LORO?”.
    Sindrome preadolescenziale? ;-)

    • in effetti anche a me passano per la testa queste cose…però non ne vale la pena adattarsi…perchè, prima cosa, costa troppa fatica…e seconda cosa…mi piace illudermi che si può essere come si vuole e come si è! :)

  5. Quel che conta è non trovarsi a dire “cosa ci facevo là, allora?” e non trovare risposta! ;)
    Più seriamente aggiungerei che mai nessuno saprà risponderti, se non la vera essenza che ti contraddistingue.
    Ciao

  6. non hai idea di quante volte mi è capitato di trovarmi in situazioni in cui mi sentivo un pesce fuor d’acqua e di ritrovarmi a pensare a come scappare a casa, iniziando a disprezzare tutto e tutti e assumendo uno sguardo altrzzoso di disprezzo chiudendomi a riccio senza nemmeno rispondere a domande o stimoli esterni. Mi sono detestata per essermi trovata lí. E poi ogni volta da brava cretina saltuariamente mi rii filo in una situazione del genere.

    • ECCO!!! avevo mancato lo sguardo altezzoso e di disprezzo che è anche una mia prerogativa!
      e poi si…è vero…per quanto ti sia detestata in queste situazioni a volte ritornano…e veramente ti prenderesti a schiaffi!!! (e secchiate di acqua gelata per rendere il tutto più esilarante!)

  7. Odio queste situazioni!!
    E più le odio, più mi ci ritrovo.
    I nervi proprio.
    Io quand’è così pero’ faccio di peggio..
    Mi metto a immaginare il mix delle persone che ci sono in quel momento.
    Tipo: “oddio cervello ti immagini come sarebbe quel tipo col frontone coi capelli di quella sciattona?”.
    Ovviamente una volta registrato il tutto, non contenta, trovo i difetti a chiunque.
    E li urlo (sì perché io a bassa voce non ci riesco a parlare, o meglio, per me sto parlando a bassa voce ma siccome sono sorda..) ai miei amici, così una bella figura di merda ci scappa sempre sennò andiamo a casa tristi e sconsolati.
    Ps: ovviamente come una cretina mi sono messa davanti al pc a fare la faccia impaurita/schifata.
    E’ divertente davvero!

    • Veramente, io adesso inizierò ad adottare il tuo metodo di mix letali. sappilo!
      (e comunque spero fermamente che quell’espressione sia un potente esercizio antirughe, perchè sono così tante le volte che la faccio, che ci DEVO trovare una cazzo di utilità!!!) :)

  8. Tipo chiudersi in bagno e giocare con il cellulare? No??
    Almeno ci hai scritto un post in un posto dove ti trovi bene!!
    Comunque, quando capelli, scarpe e mascara remano contro non c’e’ niente da fare…

    Ciao!
    Bumpy

  9. Sono io! cioè, il modo in cui hai descritto l’espressione della faccia, sono io! E’ una sensazione che provo quasi ogni giorno xD Il tipo pesce fuor d’acqua della situazione! Per quanto riguarda il contare gli oggetti.. no, io di solito mi siedo e inizio a spippolare (si può dire “spippolare”?) sul telefono in cerca di qualche amica da assillare con il mio “aiuttttooo!!!! che mi***** ci faccio io qui!?! Voglio tornare a casa!”… comunque per tornare al tuo post… capisco perfettamente il tuo stato d’animo e ti dico con orgoglio che non sei sola! ps i miei capelli mi remano SEMPRE contro D:

    • Anche io ho provato con la faccenda dei messaggi, ma le mie amiche non hanno mai soldi per rispondere, mi lasciano nella desolazione!, e si limitano a farmi uno squillo, come se potesse consolarmi un display che si illumina con un nome sopra!!!

      • le mie solitamente rispondo perché già sanno cosa voglio dire loro! e poi chiamo sempre quei numeri che SO con certezza che mi risponderanno xD oppure mi metto a chattare su fb con il primo che becco!

  10. Ciao, sono Simone e anche io mi sento un inadeguato cronico che conta palline di Natale! :D
    No davvero, mi sento in una setta, un gruppo “di recupero”, che bello!!!! :D

    • ottimo!
      “Salve amici, mi chiamo Simone, ed ho un problema”
      “Ciao simone, raccontaci il tuo problema” (detto in coro da tutti gli altri, disposti seduti su sedie messe a cerchio tipo riunioni di alcolisti anonimi!!)
      Sono passata, e continuo a passare nel tuo blog, comunque. E’proprio un bel posticino!

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