Karma d’ identità

Lo sapevo che non ce l’avrei fatta a resistere.
Questo doveva essere un blog al 100% anonimo.
Nessuno doveva sapere, nesuno doveva sospettare, nessuno doveva conoscere e riconoscere. E riconoscermi.
Va bene, l’ho detto a quattro-cinque persone massimo, compresa la mia migliore amica…”Che sarà mai?”- mi sono detta.

Però adesso che “loro sanno” non posso nemmeno scrivere, per esempio, quanto, proprio lei, proprio la mia migliore amica, stamattina, sia stata tanto C O G L I O N A  da alzarzi dalla scrivania dell’aula studio (dove eravamo sedute a fare resoconti più o meno emozionanti delle nostre travagliate esistenze) per andare a salutare un suo amico e parlarci per VENTI MINUTI di Fisica Quantistica.
E  giuro che lo ha fatto sul serio.
E io come una cretina seduta a fissarli.
Nel frattempo però ho notato quanto erano ben definiti i ricci dei suoi capelli e quanto era sexy la manica della sua maglietta tirata su fino all’altezza del gomito, che lasciava intrevedere questa vena  meravigliosa che le si dipingeva sul braccio. Mi sono chiesta se quell’effetto l’avrei potuto ottenere anche io. E se si, come.
Dopodichè i restanti 19 minuti non ho saputo come impiegarli.

In realtà, per chi se lo chiede, li ho impiegati ad inveirle contro.

Amicizia!

Il punto è che quella dell’identità è una faccenda complicata! Antica, pirandelliana, ma perchè no? anche plautina se vogliamo.
Non ho potuto rimanere al 100% anonima perchè ho voluto continuare ad esistere per qualcuno. Anche qui.  
Ho voluto includerlo in questo anfratto sconosciuto di me stessa, senza riserve e in totale freestyle.


Tutti gli altri, per quel che mi riguarda,  possono tranquillamente buttarsi a fiume, ma non ce ne incarichiamo.

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24 pensieri su “Karma d’ identità

  1. Noooo, mai svelarsi! Soprattutto con gli amici. Alla fine ti senti sempre osservato, ti vengono quasi le manie di persecuzione. Dopo tu sai che “loro sanno”….
    E comunque saresti esistita comunque e sempre. Esisti per chiunque ti legga.

  2. Brutta bestia l’identità!
    Io per esempio sono sempre combattuta per questa cosa.
    Da una parte c’è il “Cacchio voglio che mi legga questa persona perché blablabla” e dall’altro “Eh ma il giorno che poi mi farà girare i coglioni e vorrò sfogarmi che faccio?!”.

    Questo è il motivo che mi ha spinto ad aprire non so quanti blog.
    Sono ovunque.
    E ormai c’ho rinunciato a ricordarmi chi legge cosa, quindi se mi fai rodere il culo, oltre a dirtelo in faccia, ti sputtano anche sul web, giusto per rincarare la dose.

  3. Per anni ho avuto dei blog gestiti attraverso un nickname – non mi nascondevo agli amici, ma era impossibile risalire a me partendo a quel blog. Attraverso quel nome posticcio, ho parlato della mia vita con una sincerità che non ho più ritrovato. Ora mi firmo con nome e cognome, ma è possibile che si sia perso qualcosa, in quel travaso di identità. E in compenso, ci sono giorni in cui mi vergogno di quella maschera che avevo indossato. Dici bene: c’è qualcosa di plautino, in questa cosa dell’identità.

    ps davvero un bel blog, questo – come non ne trovavo da tanto tempo!

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